In breve
- Le vendite a distanza ai privati sono esonerate da scontrino e trasmissione telematica, ma vanno annotate nel registro dei corrispettivi con il totale giornaliero per aliquota.
- La fattura è obbligatoria solo se il cliente la chiede entro il momento dell’operazione (per i beni: la spedizione) o se è un’azienda.
- Sopra 10.000 euro all’anno di vendite a privati di altri Paesi UE si applica l’IVA del Paese del cliente, e lo sportello OSS evita di aprire una partita IVA in ciascuno.
Chi apre un e-commerce accanto al negozio si chiede per prima cosa se deve battere lo scontrino anche per gli ordini del sito. La risposta è no, ma questo non vuol dire che quelle vendite non si registrino: si registrano in un altro modo, e con regole IVA che cambiano quando il cliente abita in un altro Paese.
Questa guida riguarda la vendita di beni ai consumatori finali (B2C) spediti a domicilio, quella che il DPR 633/72 chiama «per corrispondenza». Per le vendite ad aziende vale la fattura elettronica, come sempre.
01Perché gli ordini online non passano dal registratore
Le cessioni per corrispondenza rientrano nell’art. 22, comma 1, n. 1, del DPR 633/1972, come il commercio al dettaglio. Il DM 10 maggio 2019, richiamando l’art. 2, lett. oo), del DPR 696/1996, le ha esonerate dalla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi. Quindi: niente documento commerciale, niente registratore.
Resta però l’obbligo di annotazione nel registro dei corrispettivi (art. 24 del DPR 633/72): per ogni giorno, l’ammontare complessivo delle vendite suddiviso per aliquota. La data che conta è quella in cui l’operazione si considera effettuata, e per i beni mobili è la consegna o la spedizione (art. 6), non il giorno in cui il cliente paga.
| Data | Ordini spediti | Imponibile 22% | IVA 22% | Imponibile 10% | IVA 10% |
|---|---|---|---|---|---|
| 3 marzo | 14 | 573,77 € | 126,23 € | 90,91 € | 9,09 € |
| 4 marzo | 9 | 360,66 € | 79,34 € | — | — |
| 5 marzo (reso ordine del 3) | −1 | −40,98 € | −9,02 € | — | — |
02La fattura: quando è obbligatoria
Per un privato la fattura è dovuta solo se la chiede non oltre il momento di effettuazione dell’operazione (art. 22, c. 1). In pratica: il campo «voglio la fattura» deve stare nel checkout, con codice fiscale o partita IVA e codice destinatario o PEC, e una richiesta arrivata dopo la spedizione non obbliga più.
Se emetti fattura per un ordine, quell’ordine non va sommato anche nel registro dei corrispettivi: è l’errore che raddoppia il fatturato dichiarato.
03Clienti in altri Paesi UE: la soglia di 10.000 euro e l’OSS
Dal 1° luglio 2021 per le vendite a distanza intra-UE ai privati c’è una soglia unica di 10.000 euro all’anno, calcolata sommando le vendite verso tutti gli altri Paesi UE (insieme ai servizi elettronici, se ne fai). Sotto soglia applichi l’IVA italiana. Sopra, l’IVA del Paese in cui arriva la merce, con la sua aliquota.
Vendite a privati UE (esclusa l’Italia) dell’anno in corso o di quello precedente > 10.000 € → IVA del Paese del cliente
La soglia si guarda sia sull’anno precedente sia su quello in corso: superata a settembre, l’IVA estera si applica dalla vendita che la supera.
Per non aprire una posizione IVA in ogni Paese c’è lo sportello OSS (One Stop Shop), sul portale dell’Agenzia delle Entrate: una dichiarazione trimestrale con le vendite divise per Paese e aliquota, e un unico versamento che l’Agenzia ripartisce. Vi si può aderire anche sotto soglia, per scelta.
| Paese | Aliquota ordinaria IVA |
|---|---|
| Germania | 19% |
| Francia | 20% |
| Spagna | 21% |
| Austria | 20% |
| Italia | 22% |
04Marketplace e clienti fuori dall’UE
- Marketplace. Se sei un venditore stabilito in Italia, la vendita su Amazon o eBay resta tua ai fini IVA e segue le stesse regole del tuo sito. Il marketplace trasmette al fisco i dati delle tue vendite (direttiva DAC7): i numeri che dichiari devono tornare con i suoi.
- Commissioni. Le fatture delle commissioni del marketplace sono costi tuoi: se arrivano da una società estera senza IVA italiana vanno integrate con il reverse charge.
- Clienti extra-UE. La vendita spedita fuori dall’UE è un’esportazione non imponibile (art. 8 del DPR 633/72) solo se puoi provare che la merce è uscita: la dichiarazione doganale prodotta dal corriere va conservata con l’ordine.
Con Omega
Come lo fa Omega Market
- Ogni ordine porta il suo canale (banco, sito, Amazon, eBay), perché la certificazione cambia da un canale all’altro.
- Gli ordini online non passano dal registratore, e i loro resi nemmeno.
- Fattura elettronica via SdI per chi la chiede, e note di credito per i resi fatturati.
- Un report OSS con le vendite a privati UE per Paese e aliquota, base della dichiarazione trimestrale.


