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Omega Market

Magazzino

Riordino, sottoscorta e inventario: quando ordinare, quanto ordinare e come contare

Le due formule che bastano per riordinare con criterio, l’inventario rotativo al posto di quello di fine anno, e cosa fare delle differenze.

5 minuti di lettura Aggiornata al 22 settembre 2026

In breve

  • Si riordina quando la giacenza scende sotto il punto di riordino: vendite medie giornaliere per giorni di consegna, più una scorta di sicurezza.
  • La quantità da ordinare tiene conto del livello massimo che vuoi avere, dei minimi d’ordine del fornitore e della stagione.
  • L’inventario rotativo — poche categorie alla volta, tutto l’anno — trova gli errori prima e senza chiudere il negozio.

In un negozio la merce sbagliata costa due volte: quella che manca fa perdere la vendita, quella che avanza immobilizza soldi e spazio. Il riordino «a occhio» funziona finché il titolare conosce ogni scaffale; con un catalogo che cresce, un secondo negozio o l’e-commerce, smette di funzionare.

Non servono modelli complicati. Servono due formule, un dato affidabile di vendite e giacenze, e l’abitudine di contare.

01Quando ordinare: il punto di riordino

Punto di riordino = vendite medie al giorno × giorni di consegna del fornitore + scorta di sicurezza

Esempio: 2 pezzi al giorno, il fornitore consegna in 7 giorni, scorta di sicurezza 4 pezzi → si riordina quando la giacenza scende a 18.

La scorta di sicurezza copre le settimane in cui si vende più della media e i fornitori che consegnano in ritardo. Una regola semplice: qualche giorno di vendite in più per i prodotti che non possono mancare, zero per quelli di cui si può fare a meno.

02Quanto ordinare

Quantità da ordinare = livello massimo − giacenza attuale − merce già ordinata e non arrivata

Poi si arrotonda ai multipli del fornitore (confezioni, cartoni) e si controlla il minimo d’ordine.

ProdottoGiacenzaIn arrivoPunto di riordinoLivello massimoDa ordinareArrotondato (conf. da 6)
Tazza bianca10018403030
Tazza blu16121840— (in arrivo 12)
Teiera30512912
La tazza blu è sotto il punto di riordino, ma la merce in arrivo la riporta sopra: riordinarla di nuovo è l’errore più comune.
  • Stagione. Per i prodotti stagionali le vendite dell’ultimo mese dicono poco: meglio lo stesso periodo dell’anno prima.
  • Prodotti nuovi. Senza storico, nessuna previsione è affidabile: si parte con quantità prudenti e si rivede dopo qualche settimana.
  • Fornitore. Raggruppare i riordini dello stesso fornitore aiuta a raggiungere il minimo d’ordine o il porto franco.

03Non tutti i prodotti meritano la stessa attenzione

In quasi tutti i negozi una piccola parte del catalogo fa la maggior parte del venduto. Dividere i prodotti in tre classi aiuta a decidere dove mettere il tempo: scorta di sicurezza, frequenza dei riordini e frequenza dei conteggi.

ClasseQuali prodottiScorta di sicurezzaRiordinoConteggio
AI pochi che fanno la parte più grande del vendutoAlta: non devono mancareFrequente, anche settimanaleOgni mese
BLa fascia intermediaMediaRegolareOgni trimestre
CLa coda lunga che vende pocoBassa o nullaSu richiesta o a fine stagioneUna o due volte l’anno
Le soglie fra le classi si scelgono sul venduto dell’ultimo anno; una divisione comune è 80% / 15% / 5% del fatturato.

04L’inventario: meglio poco e spesso

Chi tiene la contabilità ordinaria redige l’inventario a fine esercizio (art. 2217 del codice civile), e il valore delle rimanenze entra nel bilancio. Ma per il magazzino l’inventario annuale è troppo raro: un errore di gennaio si scopre a dicembre, quando nessuno si ricorda più cosa sia successo.

  1. 1

    Dividi il catalogo

    Per categorie o per scaffali, in modo che ogni settimana si conti una parte diversa.

  2. 2

    Conta prima ciò che vale di più

    I prodotti costosi o che si vendono molto si contano più spesso; quelli di poco valore, una o due volte l’anno.

  3. 3

    Conta con il lettore

    Con il telefono o un lettore di codici a barre, direttamente sullo scaffale. Il foglio da ricopiare è una seconda occasione di errore.

  4. 4

    Blocca solo ciò che conti

    Mentre si conta una categoria, le vendite di quella categoria vanno registrate a parte o il conteggio si fa a negozio chiuso: il resto del negozio lavora.

  5. 5

    Rettifica con una causale

    Ogni differenza diventa una rettifica con il motivo: furto, rottura, errore di carico, errore di vendita.

Differenza inventariale = quantità contata − quantità a sistema

Una differenza negativa ricorrente sullo stesso prodotto non è un errore di conteggio: è un problema da cercare (furti, resi non registrati, carichi sbagliati).

Con Omega

Come lo fa Omega Market

  • Scorta minima e livello massimo per prodotto e per sede, anche taglia per taglia.
  • Il riordino dice cosa ordinare, a quale fornitore e quanto, rispettando minimi d’ordine e confezioni, e diventa un ordine d’acquisto.
  • Inventario per sede, anche di una sola parte del catalogo: le vendite fatte durante il conteggio non vengono sovrascritte, e le differenze entrano come rettifiche nel registro dei movimenti.

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Dubbi

Domande frequenti

Ogni quanto conviene riordinare?
Dipende dal fornitore più che dal prodotto: un giro di riordino fisso per fornitore (ogni settimana, ogni due) semplifica il lavoro e aiuta a raggiungere i minimi d’ordine.
Posso fare l’inventario senza chiudere il negozio?
Sì, con l’inventario rotativo: si conta una categoria alla volta, e le vendite della categoria durante il conteggio si tengono in conto.
Le previsioni con l’intelligenza artificiale funzionano?
Funzionano meglio con uno storico lungo e su prodotti consolidati. Per i prodotti nuovi e con poche settimane di dati l’errore è alto: una proposta di riordino con il motivo scritto accanto è più utile di un numero senza spiegazione.

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