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Vendere online

Shopify, WooCommerce, PrestaShop o Magento: quale scegliere se hai già un negozio

Costi veri, chi si occupa di cosa e quanto bene ciascuna piattaforma parla con il gestionale del negozio: un confronto senza tifo.

6 minuti di lettura Aggiornata al 22 settembre 2026

In breve

  • Shopify è un servizio in abbonamento: parti subito, paghi ogni mese e non ti occupi del server. WooCommerce, PrestaShop e Magento Open Source sono gratuiti come software, ma servono hosting e qualcuno che li mantenga.
  • Per chi ha già il banco conta soprattutto come la piattaforma riceve le giacenze e manda gli ordini: Shopify e WooCommerce hanno notifiche firmate native, PrestaShop e Magento Open Source no.
  • Il sito che hai già vale più di quello perfetto che non hai: cambiare piattaforma ha senso solo se quella attuale ti impedisce qualcosa di preciso.

Chi ha un negozio e vuole aprire un e-commerce si sente chiedere dall’agenzia di turno: Shopify o WooCommerce? La risposta dipende meno dalle funzioni — vendono tutte, e bene — e più da tre cose: quanto vuoi spendere ogni mese, chi terrà in piedi il sito fra due anni, e come il sito parlerà con il gestionale del negozio.

Il terzo punto è quello che si sottovaluta. Un sito che non sa quanta merce c’è in negozio vende pezzi che non hai; un gestionale che non riceve gli ordini del sito ti costringe a ricopiarli.

01Il confronto in una tabella

ShopifyWooCommercePrestaShopMagento / Adobe Commerce
Cos’èServizio in abbonamentoPlugin gratuito di WordPressSoftware open sourceOpen Source gratuito; Adobe Commerce a licenza
Costo del softwareDa 19 €/mese (Basic, annuale); Grow 56 €; Advanced 289 €Gratis; plugin e temi a pagamentoGratis; moduli a pagamentoOpen Source gratis; Adobe Commerce su preventivo
Hosting e manutenzioneInclusiA carico tuoA carico tuoA carico tuo, e impegnativi
Chi lo sa gestireIl commercianteMolte agenzie e freelanceAgenzie, forte in Italia e FranciaAgenzie specializzate
Notifiche ordini firmate verso il gestionaleNo (controlli periodici)Solo Adobe Commerce
Rimborsi via APINoSì (serve la fattura dell’ordine)
Prezzi Shopify dalla pagina ufficiale italiana, settembre 2026; caratteristiche tecniche dalle documentazioni ufficiali delle piattaforme.

02Shopify: comodo, ma paghi ogni mese

Shopify è la scelta più veloce: in un pomeriggio c’è un negozio online che funziona, con pagamenti, aggiornamenti di sicurezza e server inclusi. Si paga il canone, più le commissioni sui pagamenti con carta (da 1,9% + 0,25 € sul piano Basic con Shopify Payments), più le app per ciò che manca. Esiste anche Shopify POS per il banco, ma il registratore telematico italiano richiede app di terzi.

03WooCommerce: flessibile, se hai chi lo cura

WooCommerce trasforma un sito WordPress in un negozio. Il software è gratuito e la libertà è totale; il costo è altrove: hosting, plugin a pagamento, aggiornamenti e qualcuno che intervenga quando un aggiornamento rompe qualcosa.

  • Il collegamento con il gestionale passa dalle chiavi REST, che appartengono a un utente WordPress: se quell’utente viene cancellato, il collegamento si ferma. Conviene un utente dedicato con ruolo «Gestore negozio».
  • I plugin di sicurezza e alcune impostazioni dell’hosting bloccano le chiamate esterne: il gestionale deve poter raggiungere il sito, e a volte serve aggiungere il suo indirizzo fra quelli ammessi.
  • Con i permalink impostati su «Semplice» le API non rispondono all’indirizzo standard: meglio l’impostazione «Nome articolo».

04PrestaShop e Magento: potenti, con qualche limite di integrazione

PrestaShop è molto diffuso fra i negozi italiani che hanno aperto un e-commerce negli anni scorsi. Il suo webservice permette di leggere ordini e aggiornare giacenze e prezzi, ma non di creare rimborsi e note di credito: il reso si registra nel gestionale e il rimborso si fa dal pannello di PrestaShop. Gli ordini si leggono con controlli periodici, perché non ci sono notifiche native.

Magento Open Source regge cataloghi enormi e configurazioni complesse, ma chiede server e competenze che un negozio singolo raramente ha. Le notifiche degli ordini esistono solo nella versione a pagamento Adobe Commerce; nell’Open Source il gestionale controlla periodicamente gli ordini modificati.

05Come scegliere, in tre domande

  1. 1

    Hai già un sito che vende?

    Allora tieni quello, salvo un motivo preciso. Una migrazione costa settimane, e i risultati di ricerca costruiti in anni si perdono facilmente.

  2. 2

    Chi lo seguirà fra due anni?

    Senza un tecnico di fiducia, Shopify evita la manutenzione. Con un’agenzia o un freelance affidabile, WooCommerce o PrestaShop costano meno al mese.

  3. 3

    Come parlerà con il banco?

    Chiedi a chi ti propone la piattaforma come arriveranno gli ordini nel gestionale e come partiranno le giacenze. «Con un’esportazione in CSV la sera» vuol dire vendere due volte l’ultimo pezzo.

Con Omega

Come si collega a Omega Market

  • Shopify, WooCommerce, Magento e PrestaShop si collegano con una procedura guidata, che spiega passo per passo dove trovare le credenziali.
  • Il gestionale è la fonte di giacenze e prezzi; gli ordini del sito arrivano nella stessa coda di quelli dei marketplace.
  • Dove la piattaforma non fa rimborsi via API, come PrestaShop, il reso si registra nel gestionale e il rimborso si fa dal pannello del sito.
  • Chi non ha ancora un sito può partire da quello incluso nel gestionale, sullo stesso catalogo.

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Dubbi

Domande frequenti

Posso avere il sito su Shopify e il magazzino nel gestionale del negozio?
Sì: è la configurazione più comune. Il gestionale è la fonte della giacenza e manda le quantità a Shopify; Shopify manda gli ordini al gestionale.
WooCommerce è davvero gratis?
Il plugin sì. L’hosting, un tema professionale, i plugin di pagamento o spedizione a pagamento e la manutenzione no: il costo va messo in conto su base annua.
Serve anche un marketplace se ho il mio sito?
Sono due canali diversi: il sito porta clienti tuoi, il marketplace clienti suoi. Molti negozi usano il marketplace per smaltire fine serie e il sito per il catalogo intero.

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